"Da oggi un piccolo libro si troverà nella mia biblioteca che comprende per lo più volumi di letteratura classica e scientifica, riviste mediche, libri dedicati alle diverse cure in campo oncologico. “23 progetti di maglia e uncinetto per la ricerca contro il cancro”: Un piccolo libro per vincere il cancro, con le parole e con i ferri. Letteralmente.
Pagine di diario di chi ha vissuto il cancro da vicino, si alternano a pagine di schemi per produrre babbucce e golf, sciarpe e berrette.
La scrittura. Oggi sono tanti i blog come Unite contro il cancro, nati per parlare del tumore che ha colpito noi stessi o una persona di famiglia. Per dire di come lo si è scoperto, della speranza, della cura, delle ansie, dei miglioramenti, della paura di non farcela. Veri e propri diari, storie, racconti per aiutare se stessi e chi legge, per condividere esperienze mediche e psicologiche o, semplicemente, per ricordare. E sono soprattutto le donne che parlano della loro convivenza con la malattia, perché, prime tra tutti, hanno imparato a mettere a nudo le loro emozioni, i sogni, la sofferenza… La scrittura come terapia, una diversa comunicazione come conoscenza, di noi stessi, dei nostri familiari e amici. Una diversa comunicazione e ascolto, anche per noi medici.
Il lavoro a maglia e all’uncinetto. Credo che la maglia sia, in qualche modo, un intreccio di ordito e trame. In un tessuto si comincia dall’ordito che fissa i meridiani, il percorso longitudinale dell’intreccio, ciò che rende possibile l’esecuzione del lavoro futuro. Poi arriva la trama e tutto è possibile: i colori, i contrasti, gli schemi, le sorprese, i motivi che ricorrono.
Trame di maglie che dicono di lavoro e bellezza, di fatica e fantasia. Trame di racconti che dicono di affetti e delusioni, di speranza e malattia. E tutto torna.
Da secoli le donne hanno parlato con le stoffe. Hanno protetto i loro cari da freddo e caldo tessendo mantelli di lana e indumenti di cotone. Hanno pensato al futuro cucendo e ricamando corredi per le famiglie che verranno. Hanno inventato lavori, hanno usato il tempo e, addirittura, del tempo si sono prese gioco, come Penelope.
Oggi decine di giovani donne riprendono in mano gli “strumenti di lavoro” per combattere la malattia più antica e crudele, per “fare qualcosa di concreto per la ricerca e la sensibilizzazione” come è scritto nell’introduzione.
Ecco perché questo piccolo libro trova, a pieno titolo, un posto nella mia biblioteca scientifica.
Ecco perché la grande famiglia LILT si allarga per accogliere con affetto tante nuove amiche.
Ciò che verrà raccolto dalla vendita di questo testo sarà devoluto alla LILT. Ma il contributo che voi date a tutti noi è infinitamente più grande. Grazie!
Il Presidente Nazionale LILT
Francesco Schittulli
Grazie di cuore al prof. Schittulli, alla dott.sa Caterina Alesina e alla LILT che ci ha permesso di poter realizzare il nostro sogno di fare qualcosa di concreto.
E grazie anche a voi tutte, che lo avete reso realtà.
Senza parole nel leggere le sue belle parole!
RispondiEliminaBellissime parole..........mi sono commossa!!!!
RispondiEliminaPosso riportarla sul mio blog per divulgare?
Grazie
un abbraccio
Donatella
ma certo che puoi, Donatella!!!
RispondiEliminaQuesto da' più senso ad una cosa già molto sensata!
RispondiEliminaHo conosciuto questo progetto grazie ad un'altra creatrice ed anche io mi sto adoperando per " spammare " il progetto :-))
RispondiEliminaGrazie a tutte voi
Ros